Scopri di più
Per approfondire il progetto ACCANTO, cos’è il counseling ed il nostro modo di lavorare
Chi Siamo
ACCANTO nasce da una domanda semplice e profonda: a chi ci rivolgiamo quando sentiamo di aver bisogno di aiuto, ma non sappiamo ancora quale?
In un tempo in cui le relazioni si sono fatte più fragili e l’individualismo ha progressivamente sostituito molte reti sociali naturali, ACCANTO vuole essere una presenza affidabile, un luogo umano prima ancora che professionale.
Oggi più che mai sentiamo la necessità di una figura di prima linea per l’aiuto quotidiano, capace di intercettare il disagio quando è ancora una domanda, una fatica, una richiesta di orientamento, prima che diventi sofferenza strutturata o emergenza.
Questa figura, ancora poco conosciuta in Italia ma ampiamente riconosciuta e diffusa in molti altri Paesi, è il counselor: un professionista dell’ascolto e della relazione, che opera nel campo del benessere e dell’orientamento alla persona.
Uno spazio in cui non sei lasciato solo a dare un nome a ciò che stai vivendo.
Chi è il counselor
ACCANTO nasce anche con un intento chiaro: promuovere e valorizzare la figura del counselor come professionista necessario nella società contemporanea.
Il counselor è un professionista della relazione e dell’ascolto, formato per accompagnare le persone nei momenti di passaggio, di fatica, di scelta o di cambiamento, prima che il disagio si trasformi in sofferenza strutturata.
Non cura una patologia e non formula diagnosi. Lavora nel presente, nel qui e ora, aiutando la persona a fare chiarezza, a riconoscere ciò che accade dentro e fuori di sé, a ritrovare risorse, direzione e consapevolezza.
In una società in cui si è spesso soli nel gestire pressioni, aspettative, ruoli e cambiamenti, il counselor rappresenta una prima linea di ascolto competente.
Perché ACCANTO
Viviamo in un tempo in cui le reti di sostegno informali si sono indebolite, le relazioni sono più fragili e la società attraversa una fase di instabilità diffusa.
La percezione costante del pericolo, l’incertezza e la rapidità dei cambiamenti aumentano confusione, ansia e paura, lasciando molte persone sole nell’affrontare passaggi di vita, fatiche quotidiane e momenti di disorientamento, senza un riferimento chiaro a cui rivolgersi.
ACCANTO esiste per questo: per offrire uno spazio umano e professionale prima della terapia, quando il disagio non è ancora una patologia ma nemmeno qualcosa da ignorare.
Vuole contribuire a una cultura del benessere più accessibile e responsabile, in cui prendersi cura di sé non sia un segno di debolezza ma un atto di consapevolezza.
Una società migliore non nasce da interventi straordinari, ma dal lavoro quotidiano delle persone su sé stesse, sulle relazioni, sul modo di abitare il proprio ruolo nel mondo.
ACCANTO esiste per stare in quello spazio intermedio, spesso invisibile, ma fondamentale: tra il silenzio e la sofferenza strutturata.
Per chi è ACCANTO
Non serve “stare molto male”. Basta sentire che qualcosa chiede attenzione.
sente una fatica che non sa ancora nominare
attraversa un momento di cambiamento
vuole prendersi cura di sé, delle relazioni, del lavoro
ha bisogno di ritrovare una direzione
cerca un riferimento umano e professionale
Visione
Crediamo che il benessere non inizi dalla cura, ma dall’ascolto. Non tutto il disagio è una malattia. Non ogni fatica richiede una terapia.
ACCANTO nasce da due convinzioni profonde: se ogni persona potesse fermarsi ad ascoltarsi e prendersi cura di sé partendo dalle piccole cose quotidiane, la società nel suo insieme sarebbe un luogo migliore.
Allo stesso tempo riconosciamo una realtà molto diffusa: molte persone conoscono bene la teoria, hanno letto, studiato, seguito percorsi, sperimentato diversi strumenti per ritrovare benessere. Eppure, spesso, la difficoltà non è capire, ma applicare. C’è chi è molto capace di spiegare agli altri come stare meglio, come comunicare, come gestire le emozioni, ma fatica a fare lo stesso con sé stesso.
ACCANTO nasce proprio per accompagnare le persone nel passaggio dalla teoria alla vita, sostenendo la capacità di applicare in modo concreto ciò che già si conosce, nel quotidiano, nelle relazioni e nelle scelte di ogni giorno.
Crediamo in una trasformazione che non parte da grandi modelli astratti, ma dal singolo individuo, dalle sue scelte, dalle sue relazioni, dal modo in cui abita il proprio tempo e il proprio spazio.
Per questo ACCANTO crede nella creazione di una società che ritrova i propri valori partendo dal singolo.
Il nostro modo di lavorare
Quando incontri ACCANTO, non trovi soluzioni rapide né risposte preconfezionate. Trovi uno spazio di ascolto in cui poter portare ciò che stai vivendo, anche quando non è ancora chiaro o definito.
Cosa facciamo
offriamo uno spazio protetto di parola e riflessione
lavoriamo attraverso il dialogo, come strumento centrale di contatto, comprensione e chiarificazione
favoriamo un clima di autenticità, in cui è possibile portare ciò che si è, senza dover dimostrare o performare
accompagniamo la persona a fare chiarezza nel presente
sosteniamo la consapevolezza e l’autonomia
aiutiamo a riconoscere risorse, bisogni e direzioni possibili
Cosa NON facciamo
non interpretiamo
non giudichiamo
non diamo consigli
non decidiamo al posto tuo
Come si svolge l’incontro
Ogni incontro è un dialogo.
Il counselor ascolta, restituisce, accompagna il processo, mantenendo l’attenzione sul qui e ora e su ciò che emerge nella relazione.
Il ritmo non è imposto: viene costruito insieme, nel rispetto dei tempi della persona.
La seduta dura 60 minuti dedicati al tuo benessere.
Durata del percorso
La durata di un percorso di counseling è variabile e dipende dalla persona, dal momento di vita che sta attraversando e dall’obiettivo che desidera raggiungere.
In alcuni casi il percorso può essere breve: quattro incontri possono essere sufficienti, e talvolta anche una sola seduta può offrire chiarezza e orientamento, soprattutto per persone già abituate a lavorare su di sé.
In altri casi è consigliabile prevedere un percorso di circa 10 sedute, che permette di consolidare consapevolezze e ottenere benefici più stabili.
Non esiste una durata standard: ogni percorso è personalizzato e viene concordato insieme, nel rispetto dei bisogni, dei tempi e delle possibilità della persona.
La postura del counselor
Il counselor sta accanto, non davanti.
Non conduce, ma guida verso una meta prestabilita, ma crea le condizioni perché la persona possa riconoscere la propria strada.
Questa postura, profondamente affine all’approccio della Gestalt, rende possibile una relazione in cui l’altro può essere sé stesso.
Cosa NON è il counseling
Il counseling non è terapia, non è cura medica e non interviene su disturbi psicopatologici.
È uno spazio di accompagnamento e orientamento nel presente.
Quando emergono bisogni di tipo clinico o sanitario, il counselor riconosce i propri limiti e orienta verso altri professionisti.
Counselor e professionisti della salute
È importante distinguere il ruolo del counselor da quello delle figure sanitarie e mediche come psicologi, psicoterapeuti, analisti e psichiatri, collocandolo anche all’interno della sua cornice normativa e professionale.
Dal 2025 il counselor è riconosciuto come figura professionale specifica, dotata di un codice ATECO dedicato, che ne identifica in modo chiaro l’ambito di attività nel settore dei servizi alla persona e del benessere.
Il counselor non è un professionista sanitario e non svolge attività clinica:
Il suo ambito di lavoro è il benessere, non la cura della malattia.
Gli psicologi, psicoterapeuti, analisti e psichiatri operano invece all’interno di un quadro sanitario, occupandosi di disagio psicologico clinico, sofferenza strutturata e patologie, con strumenti terapeutici e, nel caso dello psichiatra, farmacologici.
Il counselor lavora a monte, quando il disagio è ancora una domanda aperta, una fatica relazionale, una confusione, un momento di passaggio o di cambiamento.
Non terapia, ma cura del benessere
Per questo il counseling non è alternativo alla terapia, ma complementare:
intercetta il disagio prima che si cronicizzi
offre uno spazio di ascolto e orientamento
aiuta a leggere ciò che accade nel presente
riconosce i propri limiti professionali
indirizza verso altri specialisti quando necessario
ACCANTO promuove una collaborazione rispettosa tra le diverse figure professionali, nella convinzione che ogni bisogno trovi la risposta più adeguata nel professionista giusto, al momento giusto.
Responsabilità ed etica professionale
Pur non essendo una professione sanitaria, il counseling è una pratica regolata da precisi obblighi deontologici, che tutelano la persona e la qualità dell’intervento.
Il counselor è tenuto a:
operare nel rispetto dei confini del proprio ruolo, riconoscendo limiti e competenze
agire con responsabilità, competenza e formazione continua
garantire riservatezza e tutela della privacy
mantenere una postura non giudicante e non direttiva
promuovere l’autonomia della persona, senza creare dipendenza
orientare verso altri professionisti quando emergono bisogni di tipo clinico o sanitario
Il counseling si fonda quindi su una relazione etica, chiara e trasparente, in cui la persona è sempre informata sul tipo di intervento proposto e sui suoi confini.
Crediamo che non tutto ciò che fa male sia una patologia e che molte difficoltà possano essere attraversate con il giusto accompagnamento.
Counselor o psicologo?
Counselor e psicologo si occupano entrambi del benessere della persona, ma con ruoli e ambiti diversi.
Il counselor lavora nel presente, accompagnando le persone in momenti di cambiamento, confusione, stress o difficoltà relazionali. Offre ascolto, orientamento e consapevolezza,
senza formulare diagnosi né intervenire su patologie.
Lo psicologo è un professionista sanitario e si occupa di disagio psicologico clinico, valutazione e trattamento di difficoltà strutturate, utilizzando strumenti clinici specifici.
Il counseling è indicato prima che il disagio diventi sofferenza strutturata, o quando non c’è una patologia ma c’è una fatica reale da attraversare. La psicologia interviene quando è necessaria una presa in carico clinica.
Le due figure non sono alternative ma complementari: il counselor riconosce i propri limiti e, quando serve, orienta verso lo psicologo.
Prendersi cura di sé significa scegliere il professionista giusto, nel momento giusto.
Counseling, coaching e mentoring: una differenza chiara
Il counseling viene talvolta confuso con il coaching o con il mentoring, ma si tratta di interventi diversi per obiettivi, postura e ambito di lavoro.
Il coaching è orientato al raggiungimento di obiettivi specifici, spesso professionali o di performance. Parte da un traguardo definito e lavora per sviluppare strategie, competenze e azioni funzionali a ottenerlo.
Il mentoring si basa su una relazione asimmetrica, in cui una persona più esperta trasmette conoscenze, modelli e indicazioni a chi è in una fase di apprendimento o crescita.
Il counseling, invece, non parte da un obiettivo da raggiungere né da un modello da trasmettere, ma dal desiderio di stare bene. Parte dalla persona e da ciò che sta vivendo nel presente.
Il counselor non guida verso una prestazione migliore e non offre soluzioni basate sulla propria esperienza, ma accompagna la persona in un processo di ascolto, consapevolezza e responsabilità, sostenendo l’emergere di direzioni autentiche e personali.
Per questo il counseling è particolarmente indicato quando:
· l’obiettivo non è ancora chiaro
· la difficoltà è più emotiva, relazionale o esistenziale
· c’è bisogno di fermarsi prima di decidere
ACCANTO riconosce il valore di coaching e mentoring, ma ne distingue con chiarezza il campo di intervento, affinché ogni persona possa scegliere lo strumento più adeguato al proprio momento di vita.
Chi c’è dietro ACCANTO
ACCANTO nasce per promuovere la figura del counselor e il percorso di counseling come pratica di benessere accessibile, preventiva e profondamente umana, adatta anche alle difficoltà apparentemente minori ma quotidiane, quelle fatiche ricorrenti in cui molte persone si riconoscono e che spesso non trovano uno spazio di ascolto dedicato.
Il progetto prende forma anche dall’ esperienza personale della fondatrice Francesca Cambiaghi: l’attraversamento di una crisi esistenziale e la difficoltà, comune a molte persone, di riconoscere il bisogno di aiuto e di non sapere a chi rivolgersi.
È proprio nel counseling che la fondatrice ha trovato uno spazio di ascolto, orientamento e consapevolezza, capace di trasformare una fase di smarrimento in un processo di crescita e di riconnessione con sé stessa. Da questa esperienza nasce la scelta di diventare counselor e la convinzione profonda che questa pratica debba essere conosciuta, riconosciuta e diffusa, perché risponde ad un bisogno reale e spesso inesprimibile della vita quotidiana, anche nelle problematiche apparentemente minori ma costanti, quelle fatiche silenziose e ripetute in cui molte persone si riconoscono.
ACCANTO vuole essere una rete di professionisti del benessere della persona, uniti da valori comuni più che da un’unica tecnica.
Persone formate e competenti, con un approccio rispettoso e non giudicante, che condividono:
- attenzione ai confini del proprio ruolo
- autonomia professionale, dentro una cornice comune
- centralità della persona e rispetto dei tempi
- responsabilità nell’accompagnamento
Un primo passo
Ogni incontro con ACCANTO inizia dall’ascolto.
Un primo spazio per capire insieme di cosa hai bisogno e quale percorso può essere più adatto a te.
Perché chiedere aiuto è un gesto di consapevolezza, non di debolezza. Contattaci per un primo incontro. Se non ti senti ancora pronto o se hai altre domande, scrivici un messaggio: risponderemo con attenzione, senza impegno.